supercazzolaprematurata:

Racconta Saviano nel testo: “Inviavo a Felicia gli articoli sulla camorra che scrivevo, così, come per una sorta di filo che sentivo da lontano legarmi alla battaglia di Peppino Impastato. Un pomeriggio, in pieno agosto mi arrivò una telefonata: “Roberto? Sono la signora Impastato!” A stento risposi ero imbarazzatissimo, ma lei continuò: “Non dobbiamo dirci niente, dico solo due cose una da madre ed una da donna. Quella da madre è stai attento, quella da donna è stai attento e continua”. Insomma, tutto inventato.

E lo scrisse il giornalista: “La madre di Peppino non aveva il telefono e faceva le telefonate tramite me. Non mi risulta che abbia telefonato a Roberto Saviano. Faccio notare che mia suocera è morta nel 2004 e il libro Gomorra è uscito nel 2006″, raccontava la moglie, Felicia Vitale.

E ora c’è la sentenza: Saviano si era inventato tutto. Scenda dall’altarino che i fedeli gli hanno costruito intorno.

Notizia da: http://informazionescorretta.altervista.org/blog/questuomo-e-un-bugiardo/?doing_wp_cron=1368554591.6646718978881835937500

In pratica basta un’articolo su http://informazionescorretta.altervista.org e una sentenza per diffamazione archiviata, Per mettere in dubbio il lavoro fatto da quest’uomo negli ultimi 8 anni, é questa l’Italia dove volete vivere? Io lascio rispondere Saviano:

Le mie valutazioni su “I cento passi” non erano piaciute nemmeno a un ex brigatista condannato a 22 anni e 6 mesi di carcere per l’omicidio del generale dell’aeronautica Licio Giorgieri. Non avrei avuto titoli, secondo lui, per parlare di Peppino Impastato – sulla cui morte ci sono stati depistaggi da parte delle forze dell’ordine – perché “marionetta nelle mani di alcuni apparati” (anche qui, cito testualmente le parole del terrorista). Ecco, per questa affermazione e altre simili, ho presentato una querela che è stata archiviata perché il Giudice le ha ritenute espressione del diritto di critica. Accetto serenamente la decisione del magistrato, ma non le mistificazioni. Si è detto che il Giudice avrebbe stabilito che la telefonata che Felicia Impastato mi fece prima di morire sarebbe una mia invenzione. FALSO. Mai nelle motivazioni dell’ordinanza, che ognuno può leggere online, si afferma questo. E soprattutto in nessun passaggio si dice che non sia avvenuta. È una cosa terribile. La nuora di Felicia Impastato dice: “La madre di Peppino non aveva il telefono e faceva le telefonate tramite me. Non mi risulta che abbia telefonato a Roberto Saviano. Faccio notare che mia suocera è morta nel 2004 e il libro Gomorra è uscito nel 2006”. Una ragazza aveva letto i miei articoli e ne aveva parlato alla signora Felicia incontrandola a Cinisi. Le aveva passato me al telefono, all’epoca sconosciutissimo scrittore. Non avevo ancora scritto Gomorra e mandavo come gesto di omaggio gli articoli che scrivevo. Non è detto che ci si ricordi di un ragazzo che scrive di camorra e che nessuno conosce. Appunto, erano anni precedenti al 2004 e Gomorra esce solo nel 2006. Del resto, se avessi mentito, perché Giovanni Impastato mi avrebbe invitato a Cinisi nel 2009 per parlare di Peppino? Perché mi avrebbe portato sulla tomba di suo fratello? Avevo già scritto della telefonata con Felicia Impastato nel 2004 e poi ancora nel 2009, proprio nel libro che Giovanni Impastato mi aveva invitato a presentare. Perché non contestarmi la veridicità della telefonata in quel momento? Perché farlo ora? La macchina del fango urla falsità. Le urla ai tuoi amici, a chi ti è vicino. Cancella e mistifica la verità.

Nel 2004 quando Felicia Impastato morì, scrissi poche parole. Parole non richieste. Parole che non cercavano ricompensa. Quale ricompensa avrei mai potuto avere da un’anziana signora che non c’era più? Parole che nessuno o in pochissimi avrebbero letto. Non mi interessava, volevo ricordarla Felicia. Volevo ricordare il suo coraggio e la sua tenacia. Ma spesso gli amministratori della memoria ufficiale di chi non c’è più non hanno scrupoli. Non ci pensano troppo a trascinare nel fango chiunque. Attaccate me, come avete sempre fatto, con le solite accuse, ma lasciate stare chi nella vita ha avuto il coraggio di guardare negli occhi un mafioso e dirgli “fosti tu” a uccidere mio figlio.

Mi disgusta che le parole livorose di un ex brigatista condannato per omicidio, sostenute dal fango berlusconiano e alimentate da persone che volevano ottenere da me favori di promozione televisiva, provino a lerciare un mio ricordo scritto nove anni fa. Questo ho detto al Giudice in udienza e questo ritengo importante dire oggi: non intendo voltare la faccia di fronte a tanta meschinità. Lo devo al ragazzo che ero e a Felicia. Questo è il ricordo che scrissi della sua figura; mi farebbe piacere non venisse lordato.”

(via microsatira)


collective-history:

FBI chart of American Mafia Bosses across the country in 1963.

(via cloudberryfinn-deactivated20130)


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